Mistero sul numero dei dispersi: in 16 mancano all'appello. La sera della tragedia, la sorella del maitre della Concordia scriveva in rete: "Arrivano" e invitava gli amici a guardare la nave avvicinarsi all'isola. Poi l'impatto e la nave inizia a imbarcare acqua. Il comandante viene assistito in carcere da uno psicologo. Pronti altri tre avvisi di garanzia per altrettanti ufficiali della nave. La Capitaneria: "Accostamento a porto non voluto da Schettino, evacuazione iniziata prima del suo via". Anche l'armatore scarica il capitano: errore umano e manovra azzardata. Allarme ambientale: c'è il pericolo di una marea nera causata dal combustibile
LA PRIMA TELEFONATA CON LA GUARDIA COSTIERA - La prima telefonata della Capitaneria Schettino la riceve alle 00,32. A quell'ora secondo alcuni testimoni il comandante si sarebbe già messo in salvo sulla scogliera. Gli viene chiesto quante persone sono ancora a bordo. Schettino risponde 2-300. "Ora torno sul ponte - assicura alla Capitaneria - Ero andato a poppa per capire cosa stava succedendo". "Rimarrà solo lei?", chiede la sala operativa. "Credo di rimanere solo io" replica.
LA SECONDA TELEFONATA CON LA GUARDIA COSTIERA - Alle 00,42 una nuova telefonata. La sala operativa della Capitaneria chiede quante persone devono ancora essere evacuate. Schettino risponde: "Ho chiamato la società e mi dicono che ci sono un centinaio di persone" (ma l'evacuazione è ancora in corso). "Io sto coordinando" assicura il capitano all'ufficiale della Capitaneria, ma poco dopo si lascia scappare una frase che sembra sconcertare l'ufficiale: "Non possiamo salire più a bordo perché stava appoppando". E poi: "Abbiamo abbandonato la nave". A questo punto l'ufficiale della guardia Costiera capisce tutto: "Comandante, ha abbandonato la nave?", gli chiede. E Schettino svelto ritratta: "No, no, macché abbandonato la nave". Ma l'ufficiale della guardia costiera alza la voce, e cerca di scuotere il comandante. "Adesso lei va a prua, risale la biscaggina