Di Gianfranco Librandi, Segretario di Unione Italiana
Cari Italiani,
dimostriamo ai personaggi che pretendono di rappresentarci in parlamento, tra promesse, polemiche, litigi, risse da stadio e privilegi da difendere, che siamo migliori di loro. Ho letto la proposta che un imprenditore come me ha fatto di recente: comprare Bot per aiutare il nostro Paese. Idea generosa ma non risolutiva, come cercare di curare un malato terminale con dell’aspirina: buona la volonta’ di soccorrerlo, improficuo il mezzo.
C’e’ invece una medicina miracolosa, seppur piuttosto onerosa, che puo’ curare questo malato che e’ l’Italia e garantirle un futuro nuovamente florido: se ogni italiano versasse il 10 per cento del suo reddito imponibile annuo, contributo che giustamente dovra' essere detraibile dal reddito cosa per cui mi adoprero’, potremmo raccogliere una cifra che potrebbe coprire l' importo degli interessi che ogni anno paghiamo sul debito.
Considerato che in questo momento abbiamo un avanzo primario in attivo, il che significa che, senza considerare gli interessi sui titoli di Stato, le entrate del bilancio statale sono superiori alle uscite, il nostro contributo finalizzato a coprire il costo degli interessi potrebbe in ultima analisi contribuire da subito a ridurre il debito, dando un segnale forte ai mercati finanziari che smettano di speculare sul nostro patrimonio nazionale.
Invito in primis gli imprenditori come me che hanno piu’ disponibilita’ e possono dare un contributo maggiore e quindi qualunque cittadino di buona volonta’, a mettere una mano sul cuore e una mano al portafogli per salvare l’Italia dal suo debito pubblico, un nemico subdolo che ha messo una seria ipoteca sul futuro nostro e soprattutto su quello dei nostri figli. Un nemico che dobbiamo combattere fino in fondo, tutti insieme, nessuno escluso.
A tal fine ho istituito il conto corrente “GIANFRANCO LIBRANDI – CONTRIBUTO PER DEBITO PUBBLICO- Iban IT 29 O 08374 50520 000008802230, che sara' gestito